12. febbraio 2019

Le donne nella tecnica e nell’informatica: un potenziale da valorizzare

Laura Banfi - Formazione tecnica

Il simposio della SATW tenutosi il 29 gennaio a Berna voleva offrire un momento di condivisione nell’ambito delle esperienze nella promozione delle ragazze e delle donne nei settori MINT. Un evento rivolto ai responsabili dei progetti MINT, ai professionisti della formazione e agli attori di attività extrascolastiche, alle associazioni e alle organizzazioni professionali che sostengono i progetti MINT.

Rolf Hügli, segretario generale della SATW, ha dato il benvenuto ai 200 partecipanti provenienti da tutte le regioni del paese. In particolare dal Ticino erano presenti: la municipale Cristina Zanini, di formazione ingegnere civile e da sempre attiva in questo settore, Rachele Santoro, delegata delle pari opportunità, Beatrice Tognola e Alessandra Truaisch, del Servizio documentazione UOSP, Giovanni Pellegri e Cristina Morisoli de L’ideatorio USI e Ilenia D’Alessandro del servizio Gender della SUPSI, segno che la tematica è di attualità anche nel nostro Cantone.

Rolf di fronte alla folta platea

Rolf Hügli ha ricordato l'impegno dell'Accademia svizzera delle scienze tecniche SATW per la promozione delle nuove leve in tutta la Svizzera attraverso varie iniziative ed eventi: TecDays, Sportech, Technoscope, EducaMINT e in particolare per le ragazze, attraverso il programma di mentoring Swiss TecLadies.

In qualità di partner della conferenza, l'Ufficio federale per l’uguaglianza tra donna e uomo (UFU) era rappresentato dalla direttrice Sylvie Durrer, la quale ha colto l'occasione per congratularsi con tutti i responsabili di progetto presenti. Con un budget di 4,5 milioni di franchi all'anno, l’UFU sostiene attualmente quasi 70 progetti per la promozione della parità.

Sylvie Durrer, direttrice dell’ufficio federale per l’uguaglianza tra donna e uomo UFU

In un momento in cui la digitalizzazione avrà un forte impatto sul mondo del lavoro, la onorevole Durrer ha ricordato la necessità di tener conto delle questioni di genere ponendo un importante quesito: la digitalizzazione contribuirà ad affievolire le disuguaglianze di genere o tenderà a rafforzarle? "L'uguaglianza riguarda tutti indistintamente. Non possiamo correre il rischio che la digitalizzazione rallenti la promozione della parità tra uomo e donna dimenticando di includerla nel nostro pensiero", ha sottolineato la direttrice del UFU.

Marianne Ochsenbein, collaboratrice scientifica del UFU, ha fornito una panoramica dei finanziamenti disponibili e spiegato che negli ultimi tre anni, l’UFU ha investito quasi 2,5 milioni di franchi in progetti di promozione delle donne nel settore MINT.

Beatrice Miller e Edith Schnapper della SATW hanno introdotto la professoressa Renate Kosuch dell'Istituto di ricerca sulle questioni di genere della Facoltà di Scienze Sociali dell'Università di Tecnologia di Colonia. In una presentazione dettagliata, la ricercatrice ha condiviso i risultati della sua ricerca focalizzando il suo intervento su cinque punti principali necessari nella promozione delle ragazze nei settori MINT:

  • Garantire che le misure di promozione non rafforzino gli stereotipi che si desidera superare.
  • I progetti risultano più persistenti se nella promozione delle ragazze si tiene conto di tutte le dimensioni sociali, culturali e interattive.
  • La reputazione e il credito di cui gode determinato settore MINT gioca un ruolo maggiore nella scelta professionale rispetto all'interesse iniziale delle ragazze nei confronti della disciplina stessa.
  • Le studentesse dei settori MINT confrontano l'uguaglianza professionale con l'uguaglianza sociale. Se subiscono un trattamento iniquo, tenderanno a ritenersi responsabili, indebolendo la loro fiducia nelle proprie capacità.
  • L'appartenenza di genere si costruisce attraverso l'interazione con gli altri. La femminilità può essere stereotipata e definita, ad esempio, dalla distanza dai settori tecnici e scientifici, a sua volta la mascolinità può essere riconosciuta da un atteggiamento di svalutazione delle donne o più in generale degli uomini. Occorre pertanto tener conto di questa sottocorrente nella costruzione delle identità di genere.

Prof. Renate Kosuch dell'Istituto di ricerca sulle questioni di genere della Facoltà di scienze sociali dell'Università di Colonia

In questo contesto, cosa si può fare? La professoressa Kosuch invita tutti gli attori a cambiare prospettiva e ad indossare i loro "occhiali di genere". È necessario riconoscere certe evidenze e metterle in discussione facendo un passo indietro. Prendere coscienza delle differenze di genere, analizzare ciò che è considerato normale e ciò che invece implica delle reazioni che si discostano dalla norma. In generale, consiglia di sviluppare un atteggiamento sensibile al genere, per sdrammatizzare le questioni di genere lontano dall'ideologia. Per la ricercatrice l'obiettivo finale è quello di sostenere tutte le potenzialità e di affrontare le interazioni tenendo conto delle pluralità.

Molti i progetti presentati al convegno

Feedback sui progetti

Quindici responsabili di progetto MINT, rivolti in particolare a ragazze e donne, hanno presentato le loro esperienze. Queste iniziative dipendono spesso da finanziamenti cantonali o privati, in particolare attraverso le fondazioni. I progetti presentati nella giornata sono finanziati anche dal UFU.

Le presentazioni sono state strutturate attorno a 3 assi principali:

  • ambienti di apprendimento extrascolastico
  • scuole, materiale didattico e strutture di orientamento
  • ambiente di lavoro

Ambienti di apprendimento extrascolastico

Negli ultimi anni, l'offerta di attività per le ragazze in ambienti extrascolastici è aumentata significativamente. I portatori di queste iniziative possono quindi condividere valutazioni interessanti sui benefici e le sfide delle loro attività.

Sei responsabili di progetto si sono succeduti al microfono per presentare le loro analisi. Che si tratti del progetto FocusTech e dei suoi workshop Women in Science, Girsl@HES presso l'HES-SO Valais-Wallis, tüftlerin.ch, Les métiers techniques au féminin dans le Jura o Swiss TecLadies, tutti questi progetti offrono un ambiente riservato alle ragazze all’interno del quale sperimentare e interessarsi alle attività tecniche. Inoltre coinvolgono attivamente donne nel coaching, siano esse apprendiste, studentesse o tutor così da offrire quei modelli di ruolo in cui le giovani partecipanti possono identificarsi. Il progetto ICT Scout/Campi offre invece attività miste, con una distribuzione 50/50 maschile/femminile. Tutti i responsabili di progetto concordano sull'importanza della pratica, della realizzazione di attività ludiche e concrete, in un contesto favorevole alla scoperta, lontano da pregiudizi.

Scuole, materiale didattico e strutture di orientamento

Le scuole svolgono ovviamente un ruolo importante nella sensibilizzazione sui temi MINT e nelle scelte di orientamento delle giovani ragazze. Gli stereotipi di genere relativi ai settori tecnici sono spesso già ben radicati nella scelta della carriera. Questo è il motivo per cui approcci come il robot Thymio presentato dal Prof. Francesco Mondada dell'EPFL mirano ad introdurre la tecnica il più presto possibile nel percorso scolastico. L'introduzione dell'informatica nella scuola primaria è in corso e rappresenta, secondo i relatori, un passo importante nello sviluppo delle competenze MINT.

Gli insegnanti sono anche al centro di diversi progetti presentati alla conferenza. L'iniziativa "Donne e MINT nei licei di Lucerna" ha ad esempio sviluppato una formazione continua per 150 insegnanti nel settore MINT nelle otto licei cantonali. Vengono inoltre analizzati i materiali didattici per eliminare gli stereotipi di genere. Nadine Wenger dell'Università di Basilea ha presentato il suo studio sul libro di testo "Physik für Mittelschulen". L'orientamento era rappresentato anche dal progetto FHNW "Förderung der ICT-Berufswahl von Mädchen".

Mondo del lavoro

Dopo aver considerato come incoraggiare le ragazze a intraprendere una carriera tecnica, si è dato spazio ai feedback riguardo ai progetti volti a facilitare il loro ingresso nel mercato del lavoro. Si pone quindi la questione di come sostenere le donne che lavorano in questi campi essenzialmente maschili. Combinando formazione, coaching, mentoring e comunicazione, i progetti "Kulturwegweiser III" dell'Associazione svizzera delle donne ingegnere (SVIN), FemInno Life Science, "Berufsfrauen im Umweltbereich" o "Gendergerechte Entwicklung der Umweltberufe" delle professioni nelle scienze ambientali mirano a migliorare le condizioni di esercizio della professione e le prospettive di carriera delle donne. Una campagna di sensibilizzazione che non riguarda solo le donne, ma l'intera organizzazione aziendale, a partire dai dirigenti e dai direttori.

I partecipanti hanno contribuito alla discussione finale

Conclusioni e raccomandazioni

La necessità di misurare l'impatto dei vari programmi e progetti sulla percentuale di studentesse nelle università e nelle professioni tecniche è stata affrontata come punto centrale delle discussioni. Mentre ogni responsabile di progetto ha una prospettiva interessante sui risultati delle proprie attività, mancano indicatori affidabili per quantificare l'impatto complessivo e il ritorno sull'investimento dei programmi di promozione sulle scelte di carriera delle giovani donne. La Prof. Renate Kosuch è d'accordo. Ha indicato che i dati disponibili mostrano che le proporzioni delle donne nelle occupazioni tecniche stanno aumentando lentamente ma costantemente. Cristina Zanini ha citato le statistiche dei Politecnico federale di Zurigo sulla percentuale di studentesse nelle sezioni tecniche come l'ingegneria civile. In questo settore, la percentuale di donne è passata dall'1 al 2 per cento negli anni '80 a quasi il 10 per cento di oggi.

Tutti sono d'accordo su un punto: c'è ancora molta strada da fare e la strada da percorrere è ancora lunga.

Per maggiori informazioni:

Laura Banfi, responsabile Antenna SATW Svizzera italiana, 076 6795251

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