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Approfondimento

Laboratorio Tecnologie e Media in educazione

Laura Banfi | 

Lo scorso anno il dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI ha inaugurato presso il Palacinema di Locarno il laboratorio di tecnologie e media in educazione. In questi nuovi spazi si vogliono creare e sviluppare attività legate alle tecnologie e ai media per promuoverne un utilizzo sano, utile, sicuro e creativo. Gli spazi sono aperti a docenti e allievi ma anche alle loro famiglie e al pubblico in generale.

L'Accademia Svizzera delle Scienze Tecniche  SATW, che da anni si impegna nella promozione delle nuove leve nell’ambito MINT, guarda con interesse alle attività e ai progetti del nuovo laboratorio. Ne parliamo con il professore in Media e Educazione Luca Botturi, attivo nel campo delle tecnologie digitali nella formazione, e con Lucio Negrini, coordinatore del nuovo Laboratorio.

Professor Botturi quanto è importante e perché è importante offrire corsi e attività legate alle tecnologie e ai media nella formazione di base e continua dei docenti?

Oggigiorno le tecnologie digitali sono presenti in praticamente tutti gli ambiti della nostra vita e ne facciamo un uso elevato. Basti pensare allo smartphone che praticamente tutti abbiamo in tasca, adolescenti compresi. Lo studio James dimostra per esempio che il 99% degli adolescenti possiede un proprio smartphone e lo usa soprattutto per svago. Da una parte le tecnologie portano tanti vantaggi, dall’altra però sono anche legate a potenziali rischi se utilizzate in modo non adatto. I nostri allievi vanno quindi educati ad un uso consapevole delle tecnologie. Inoltre, oltre a saper utilizzare le tecnologie in modo consapevole vanno sviluppate anche competenze tecnologiche e informatiche visto che il mondo del lavoro richiede sempre di più queste competenze. Se fino a qualche anno fa le competenze fondamentali venivano espresse con la triade “leggere, scrivere e far di conto” oggi se ne aggiungono altre legate soprattutto al mondo digitale.


La scuola ha colto l’importanza di quest’ambito inserendo nel piano di studio della scuola dell’obbligo ticinese anche lo sviluppo di competenze tecnologiche e mediali anche se lo spazio dedicato a scuola è al momento ancora poco. Diventa quindi fondamentale formare i docenti e i futuri docenti affinché possano portare attività legate alle tecnologie e ai media nelle rispettive classi.

Per orientare le nuove generazioni verso il settore MINT è importante lavorare sulle competenze in ambito informatico, matematico e scientifico già a livello di scuola dell’infanzia e scuola elementare. Quali sono le proposte formative per i docenti di questi ordini scolastici?

Al DFA le competenze in ambito matematico, scientifico e informatico fanno parte della formazione di base dei futuri docenti di scuola elementare che sono quindi tenuti a seguire dei corsi specifici in questi ambiti. Inoltre vengono offerti diversi corsi di formazione continua per i docenti già in servizio. A questo proposito possiamo citare il CAS in robotica educativa per docenti della scuola dell’obbligo che viene erogato in collaborazione con il dipartimento tecnologie innovative della SUPSI e che sta avendo un buon successo. Durante questa formazione i docenti imparano ad utilizzare diversi robot educativi che possono poi portare in classe per lavorare con gli allievi sul pensiero computazionale e su competenze di programmazione.

Il laboratorio è coinvolto nell’organizzazione di manifestazioni ed eventi per le scuole e per il grande pubblico. Tra queste Sportech, organizzato in collaborazione con il centro sportivo di Tenero e sostenuto dall’SATW e Media in piazza evento giunto ormai alla sua quarta edizione. Inoltre partecipa con delle attività ad altri eventi come Asconosc(i)enza, Matematicando e altre ancora.

Lucio Negrini queste manifestazioni hanno un buon successo di pubblico sia tra le scuole che tra la popolazione?

Le manifestazioni citate sono sempre ben frequentate e apprezzate sia dal pubblico che dalle scuole. I docenti e gli allievi apprezzano soprattutto il fatto di poter svolgere della attività da protagonisti e poter “toccare con mano” aspetti scientifici che altrimenti restano spesso molto astratti. Queste manifestazioni, oltre ad educare e formare i giovani su diversi aspetti scientifici, servono ad avvicinarli alle scienze rendendole più attrattive ai loro occhi e meno “minacciose”.

Oltre a queste manifestazioni il laboratorio è coinvolto in diversi progetti su scala nazionale. Ce ne vuole presentare alcuni?

Il laboratorio ha vinto diversi progetti di ricerca nel campo delle MINT e della robotica educativa e ha iniziato una collaborazione proficua con l’IDSIA, il politecnico di Losanna e il politecnico di Zurigo. Quest’unione di competenze tecniche e competenze didattiche-pedagogiche è vista come vincente.
Alcuni progetti in cui il laboratorio è attivo sono per esempio il progetto nazionale “MINT-Bildung”, finanziato dalla confederazione che ha come obiettivo la formazione dei docenti nel campo delle discipline MINT, oppure il progetto “MINT-Roteco”, finanziato dalle accademie Svizzere delle scienze, dove si vuole creare una comunità di docenti formati nel campo della robotica educativa che si scambiano le rispettive attività didattiche. Infine, in collaborazione con l’IDSIA e con il politecnico di Losanna il laboratorio è attivo nel progetto Introducing People to Research in Robotics through an Extended Peer Community in Southern Switzerland finanziato dal fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica che mira a creare una comunità estesa formata da docenti, allievi, genitori e ricercatori che riflette sul perché e sul come introdurre la robotica educativa nella scuola dell’obbligo. Visto il potenziale innovativo della proposta, il FNS ha insignito il team di progetto del premio Optimus Agora Award.